Tapis roulant per dimagrire: la strategia di Massimo Alparone per perdere massa grassa

Tapis roulant per dimagrire: la strategia di Massimo Alparone per perdere massa grassa

Camminare, correre, aumentare la pendenza: come utilizzare il tapis roulant con metodo, senza inseguire falsi miti e senza trasformare l’allenamento in una gara a chi suda di più.

C’è un momento, in palestra, in cui il tapis roulant sembra diventare una sorta di giudice silenzioso: più aumenta la velocità, più sale la pendenza, più la maglietta si bagna, più abbiamo la sensazione di aver fatto un buon lavoro.

Ma il fitness, quello costruito con metodo, non funziona così.

È proprio da questa apparente semplicità che parte la nostra conversazione mensile con Massimo Alparone, imprenditore del fitness, Mister Universo Fitness, tecnico CONI e wellness coach. Durante la nostra prima intervista, la precisione quasi sartoriale con cui parlava di allenamento ci aveva fatto scherzare su un appellativo che, nel tempo, è diventato il rituale della rubrica: “Il Sarto del Fitness”.

E anche questa volta Massimo parte da un principio molto semplice: il tapis roulant può essere un ottimo strumento per dimagrire, ma soltanto se viene inserito all’interno di una strategia.

«Per perdere grasso con il tapis roulant serve una strategia precisa, non solo fatica».

Una frase che vale la pena ricordare prima ancora di premere il tasto “start”.

Camminare o correre: qual è la scelta migliore per dimagrire?

Quando si parla di tapis roulant e perdita di peso, la prima associazione è quasi sempre la corsa. Eppure non è necessariamente la soluzione migliore per tutti.

«Per tantissimi soggetti una camminata sostenuta con una moderata inclinazione può essere estremamente efficace», spiega Massimo Alparone.

L'inclinazione consente infatti di aumentare l'intensità del lavoro senza dover necessariamente trasformare l'esercizio in una corsa. Ma non esiste un'impostazione universale.

Età, peso corporeo, esperienza di allenamento, condizioni articolari e capacità cardiovascolare sono elementi che devono essere considerati prima di stabilire velocità, pendenza e durata.

È qui che emerge una delle caratteristiche che hanno contribuito a rendere naturale il soprannome Il Sarto del Fitness: la personalizzazione.

Due persone possono avere lo stesso obiettivo — perdere massa grassa — ma aver bisogno di programmi completamente differenti.

La “zona bruciagrassi” esiste davvero?

È uno dei concetti più utilizzati nel mondo del fitness e, proprio per questo, uno dei più fraintesi.

A intensità moderate, l'organismo può utilizzare una percentuale maggiore di grassi come fonte energetica. Quando l'intensità aumenta, cresce generalmente anche il contributo dei carboidrati.

Ma attenzione: questo non significa automaticamente che un allenamento a bassa intensità faccia perdere più grasso corporeo.

«Utilizzare una percentuale maggiore di grassi durante l'allenamento non significa automaticamente perdere più grasso corporeo».

La composizione corporea è il risultato di un quadro molto più ampio: bilancio energetico, alimentazione, quantità e qualità dell'attività fisica, recupero e capacità di preservare la massa muscolare.

Per questo, più che inseguire un numero sul display del tapis roulant, Massimo preferisce parlare di strategia metabolica.

Ed è una differenza tutt'altro che sottile: significa smettere di cercare la formula magica e iniziare a costruire un percorso.

Come usare il tapis roulant per dimagrire senza commettere errori

La prima regola è evitare di partire troppo forte.

Per una persona sana e già abituata all'attività fisica, il lavoro può iniziare con alcuni minuti di riscaldamento a bassa intensità, per poi aumentare progressivamente velocità e/o inclinazione.

Una delle possibilità è utilizzare una camminata sostenuta in pendenza, eventualmente alternandola a fasi più intense. In altri casi, invece, può essere più indicato mantenere un'intensità moderata e costante.

La variabile fondamentale rimane sempre la persona.

«L'errore è copiare il programma della persona che si sta allenando sul tapis roulant accanto al nostro. Il programma deve adattarsi alla persona, non la persona al programma».

È una filosofia che racconta perfettamente il lavoro del Sarto del Fitness: non esiste un modello preconfezionato quando l'obiettivo è costruire una forma fisica realmente personalizzata.

Tapis roulant: perché non bisogna aggrapparsi alle maniglie

C'è un'immagine ricorrente in palestra: pendenza molto alta, velocità sostenuta e mani saldamente appoggiate alle maniglie.

Sembra una strategia per resistere alla fatica. In realtà può alterare significativamente il modo in cui viene eseguito il movimento.

Se per mantenere l'andatura è necessario aggrapparsi alle maniglie, è probabile che velocità o inclinazione siano semplicemente eccessive rispetto al livello attuale di allenamento.

La soluzione non è stringere più forte.

È ridurre leggermente l'intensità e tornare a una camminata naturale, controllata e tecnicamente corretta.

Perché un allenamento efficace non è quello che ci costringe a sopravvivere all'esercizio: è quello nel quale riusciamo a eseguire correttamente lo stimolo che abbiamo programmato.

Prima o dopo i pesi? Quando inserire il tapis roulant

Quando nella stessa seduta vengono svolti allenamento muscolare e attività cardiovascolare, l'ordine può assumere un significato importante.

Se l'obiettivo principale è migliorare la composizione corporea, Massimo Alparone generalmente preferisce collocare il lavoro sul tapis roulant dopo l'allenamento con i pesi, mantenendo prima soltanto il riscaldamento necessario.

Il motivo è semplice: durante un percorso di dimagrimento non vogliamo soltanto vedere scendere il peso sulla bilancia. Vogliamo ridurre la massa grassa preservando, per quanto possibile, quella muscolare.

La vera trasformazione fisica nasce proprio da questo equilibrio.

Non è soltanto questione di perdere chili, ma di migliorare il rapporto tra massa magra e massa grassa, mantenendo tono, proporzioni e qualità muscolare.

Quanto tempo bisogna stare sul tapis roulant per dimagrire?

La domanda è inevitabile. La risposta, ancora una volta, non può essere racchiusa in un numero valido per tutti.

In alcuni programmi possono essere sufficienti 20-30 minuti ben strutturati. In altri può essere necessario aumentare progressivamente la durata.

«Preferisco sempre 30 minuti programmati correttamente piuttosto che un'ora trascorsa sul tapis roulant senza una strategia».

È forse uno dei concetti più importanti dell'intera intervista.

Allenarsi di più non significa automaticamente allenarsi meglio.

La durata deve essere valutata insieme a frequenza settimanale, intensità, recupero e all'intero programma di allenamento. Il tapis roulant non è un'isola: è uno strumento all'interno di un progetto più ampio.

Tapis roulant e grasso localizzato: possiamo dimagrire su pancia, fianchi o cosce?

Qui arriva uno dei miti più resistenti del fitness: l'idea di poter scegliere da quale zona del corpo eliminare il grasso semplicemente attraverso uno specifico esercizio.

Non funziona così.

Il nostro organismo non può essere istruito a prelevare il grasso esclusivamente dalla pancia, dai fianchi o dalle cosce.

Quello che possiamo fare è creare le condizioni necessarie per una progressiva riduzione della massa grassa complessiva, affiancando all'attività cardiovascolare un allenamento muscolare mirato a migliorare tono, forma e proporzioni.

È dall'integrazione tra cardio, allenamento di forza e alimentazione adeguata che può nascere un vero percorso di trasformazione fisica.

Sudare di più significa bruciare più grasso?

No.

Anche questo è un equivoco molto diffuso.

Il sudore è principalmente uno dei meccanismi attraverso i quali il corpo regola la propria temperatura. Una forte sudorazione può determinare una diminuzione temporanea del peso dovuta alla perdita di liquidi, ma questo non equivale a una perdita di grasso corporeo.

Per questo la qualità di un allenamento non può essere misurata dalla quantità di sudore sulla maglietta.

Il Sarto del Fitness lo sintetizza in maniera molto più concreta: non bisogna confondere l'intensità percepita con l'efficacia reale del lavoro.

Il tapis roulant non deve essere una punizione

Forse è questo il messaggio più importante che Massimo Alparone vuole lasciare al lettore.

Il tapis roulant non dovrebbe diventare una forma di espiazione dopo un pasto più abbondante, né una gara quotidiana contro il cronometro.

Deve essere uno strumento.

Camminare, correre, utilizzare la pendenza, alternare intensità differenti: sono tutte possibilità che possono trovare spazio in un programma, purché vengano scelte sulla base dell'obiettivo e delle caratteristiche individuali.

«Non salite sul tapis roulant con l'unico obiettivo di sudare. Saliteci sapendo quale stimolo state cercando».

È una frase che racchiude una filosofia molto più ampia del semplice allenamento cardiovascolare.

Perché il fitness efficace non nasce dalla ricerca continua della fatica più grande, ma dalla capacità di dare al corpo lo stimolo giusto, nel momento giusto, con la progressione giusta.

La lezione del Sarto del Fitness

Alla fine, il tapis roulant resta quello che è sempre stato: un attrezzo.

La differenza la fa chi lo utilizza e, soprattutto, il progetto nel quale viene inserito.

Dimagrire non significa semplicemente correre più velocemente, aumentare la pendenza o trascorrere più tempo davanti a un display. Significa costruire una strategia che tenga insieme movimento, allenamento muscolare, alimentazione, recupero e continuità.

È questa la distanza tra fare esercizio e allenarsi con consapevolezza.

E forse è proprio qui che il soprannome che avevamo scelto quasi per gioco trova ancora una volta la sua ragione più autentica: Massimo Alparone, Il Sarto del Fitness, non insegna semplicemente a fare più fatica, ma a trasformare ogni allenamento in un gesto preciso, pensato e costruito sulla persona.

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